Il parallelepipedo di Clarke e Kubrick

Il parallelepipedo di Clarke e Kubrick. Storica recensione di Ennio Flaiano a 2001, odissea nello spazio. Fu pubblicata il 2 gennaio 1969 su L’Europeo. Il testo consta di 2.220 parole e richiede circa 10 minuti di lettura.

Il parallelepipedo di Clarke e Kubrick

Ci sono ormai poche cose che gli uomini non farebbero per festeggiare il Natale: tagli di foreste di abeti, acquisti di libri, ingorghi di traffico. Il progetto Apollo si realizza esattamente nei giorni del solstizio d’inverno, per rassicurare Santa Claus del Benessere, in omaggio al «Sole invitto», al Sole che comincia ad anticipare le sue levate e a ritardare i suoi tramonti e rincuora gli uomini delle caverne. È una Christmas-card inviata ai russi, molto costosa, ma del resto prevista da Giulio Verne, che proprio dalla Florida il 30 novembre di cent’anni fa mandava il primo proiettile verso la Luna, con tre cosmonauti a bordo. Rileggasi Dalla Terra alla Luna per queste stupefacenti anticipazioni. Il proiettile di Verne ricadde poi puntualmente nel Pacifico, fu ricuperato dall’incrociatore Susquehanna e, una volta salvati, i tre circumnavigatori fondarono una “Società Nazionale per le Comunicazioni Interstellari”, eccetera. Leggi di più

Guida alla lettura

1. Anche questa è una recensione, ma dal formato piuttosto lungo: sono più di duemila parole. Come in ogni recensione che si rispetti, l’autore espone le informazioni sul film e ne racconta la trama. Ma alle info non assegna uno spazio specifico nel discorso: le distribuisce nel testo, man mano che esprime il suo giudizio sui temi dell’opera. Provate a costruire una mappa mentale del testo e ve ne renderete conto. Ve ne diamo un esempio parziale. Eccolo.

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2. Un’altra caratteristica di questo testo è l’ironia del recensore.

  • Incipit: «Ci sono ormai poche cose che gli uomini non farebbero per festeggiare il Natale: tagli di foreste di abeti, acquisti di libri, ingorghi di traffico».
  • Secondo paragrafo: «Sempre “sotto Natale”, con un impulso che non può essere che religioso,…»
  • Terzo paragrafo: «Vedere a Roma il film di Kubrick diventa anche un’impresa temeraria. Porta a concludere che pochi hanno idee precise sullo spazio e sul tempo, soprattutto i gestori di cinema»

E così via individuate le altre osservazioni ironiche che danno a questa recensione un tono molto brillante.

3. Il discorso principale è il film di Kubrik, ma attorno a questo filone principale si svolge un altro discorso che ne costruisce il contesto filosofico con grande ricchezza di riferimenti. Fin dall’inizio sono richiamati i testi che sostengono questo film: Verne, Poe, … individuateli tutti. Fate lo stesso con gli scienziati che sono nominati e le loro teorie.


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