Un tema del film dedicato a Oppenheimer di Christopher Nolan rimasto in ombra. Per “Figure di maestri” in Camelot.

Il dilemma morale non è tanto se fosse giusto preparare una bomba, una bomba così micidiale, una bomba mai vista prima tanto inusuale che genera il timore di non saper controllare la reazione, e di distruggere l’intero pianeta. I nazisti stanno sterminando l’intero popolo ebraico, e non solo, i giapponesi combattono una guerra crudele e senza fine: la bomba in quel momento è l’arma più potente, è l’arma che mette fine ad una guerra che più di ogni altra guerra umana è malvagia, sudicia e trapunta d’orrore.

Più che un dilemma morale Oppenheimer vive una tormentosa certezza: l’umanità nel suo insieme e gli uomini che governano in particolare sono del tutto impreparati a comprendere cosa sia in realtà l’energia nucleare. Per questo possono usarla in modo insensato e autodistruttivo. Per questo Loa Alamos va restituito agli indiani!

Non sono parole profetiche? ma no non è profezia. È lucida deduzione. “Tagliagole contro macellai a Gaza a Bucha e ovunque

Quando va dal presidente Truman e drammaticamente gli dice che le sue mani sono coperte di sangue, Oppenheimer non è un ingenuo che si accorge troppo tardi di aver sbagliato. È fargli torto a giudicarlo “ingenuo”: è un fisico brillante e sa benissimo cosa significhi usare l’energia atomica, sa benissimo perché Einstein non vuol essere parte di questo progetto. Ma va avanti. E la sua motivazione non è il desiderio di conoscenza coltivato da ogni scienziato che si rispetti. Oh no! la sua motivazione, nel film, in questo film, è simile a quella di molti altri esseri umani: Hitler va fermato, Hitler sta sterminando gli ebrei, sta mettendo sotto il tallone della Gestapo tutta l’Europa, da dove viene gran parte degli americani, dove vivono ancora le loro famiglie, solo Stalingrado resiste! E quando la bomba è pronta Hitler è già stato sconfitto in maggio 1945, l’esperimento di Los Alamos è di luglio 1945: perché andare avanti? si domanda Oppenheimer e altri scienziati? Perché la guerra contro il Giappone continua e costa molte vite umane, molte vite dei “nostri”. Questo dice il presidente Truman congratulandosi con Oppenheimer, quando lo riceve alla Casa Bianca.

Oppenheimer chiede a Truman di chiudere Los Alamos

Su italianaContemporanea due interessanti recensioni di Oppenheimer, una di Gianni Canova e l’altra di Roberto Recchioni.

Oppenheimer non è concentrato sul passato in questa scena del film. Pensa al futuro. Per questo dice che Los Alamos deve essere chiuso. Quel posto va restituito agli indiani! La preoccupazione tormentosa che ha e che lo perseguiterà per la vita è che l’umanità è fatta da gente che non ha idea di quel che veramente è l’energia nucleare, non solo la gente comune, ma pure i leader, i politici che governano. Quindi faranno un uso sconsiderato dell’energia nucleare e di tutti gli ordigni che costruiranno e che genereranno un oceano di sofferenza.

Enzo Biagi intervista qui Emilio Segré molti anni dopo.

Non è chiaro che il tormento di Oppenheimer aveva molte ragioni di esistere?

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