
L’esame orale
↖️ L’esame orale all’università non è solo una verifica di conoscenze: è anche un esercizio di chiarezza e di comunicazione. Una buona organizzazione, schede ben costruite e qualche strategia semplice possono trasformare l’ansia in consapevolezza.
Questi suggerimenti nascono dall’esperienza diretta degli studenti e sono pensati per chi affronta esami orali nelle discipline umanistiche e tecnico-scientifiche. Sono utili a chiunque debba sostenere una prova fondata sull’esposizione orale, dal colloquio universitario alle scuole di specializzazione.
Orbilius intervista Anna
In questa pagina seguiamo Anna, studentessa di Cinema.

🆙 L’esame su Christopher Nolan
🆙 La scheda

L’esame all’università. Ecco un esempio di scheda. C’è la parte informativa (colonna a sinistra). Ma noterai che si sono altri due riquadri: “Citazioni” e “Osservazioni personali”. La scheda infatti contiene con molta libertà non solo info, ma anche tutte le osservazioni e le opinioni personali: la maggior parte rimarrà lì inutilizzata, ma c’è sempre l’osservazione buona che troverà poi sviluppo.
🆙 Software o carta e penna?
L’esame all’università. La preparazione dell’esame è laboriosa. E non potrebbe essere altrimenti, se l’accuratezza è il principio della memoria e della sicurezza personale mentre si parla in pubblico.

Costruire da sé le proprie schede
Anna passa volentieri le sue schede ai compagni. Però il senso di un archivio di schede sta nel lavoro necessario per redigerle e per usarle in mappe mentali e scalette preparatorie del discorso sui temi e i problemi studiati.
Quando è utile acquisire schede redatte da altri
Può essere utile se si è persa qualche lezione e quindi c’è qualche lacuna nell’info.
Solo per questo scopo. Inutile invece, se lo scopo fosse allenare una salda memoria per poter parlare con scioltezza durante l’esame..
🆙 La scheda completa
L’esame all’università. Noterete dei puntini gialli su alcuni riquadri. È che molti di loro contengono osservazioni di varia natura. Ad esempio tutti i riferimenti bibliografici, le osservazioni e i commenti più vari in piena libertà, perché la scheda è prodotta per riutilizzarne l’informazione e gli spunti in un secondo tempo in un proprio testo, scritto o detto. Le mie schede ad esempio, dice Anna, sono alla base anche delle recensioni che scrivo per uno di quei siti di cinema.
🆙 Schede e scaletta
Una scheda da sola è un buon punto di partenza, ma resta frammentaria. Per diventare discorso, deve entrare in relazione con le altre schede e seguire un filo logico. È in questo passaggio che nasce la scaletta.
- Punto 1. Christophe Nolan. Inglese, nato a Londra nel 1970, lavora nel cinema come regista, sceneggiatore e produttore. Qui ci interessa la sua opera come regista. In particolare ci interessa nei suoi film il tema del tempo che ricorre in ogni suo lavoro. Anzitutto delimitare il campo che è molto vasto
- Punto2. C’è chi nella critica trova l’interesse per il tempo una gran confusione mentale. Matteo Codignola lo definisce così: «il noto vizietto di Nolan. Inoculare in qualsiasi storia, che lo richieda oppure no, una visione personale e piuttosto confusiva della relatività ristretta». Se avete visto la trilogia di Batman, specie il terzo film, sarete certo tentati di dar ragione a Matteo Codignola. Esempio per sostenere questa affermazione.

Adesso, prova tu
Il percorso che abbiamo seguito con Anna mostra un metodo semplice e lineare: partire dalle schede, organizzarle in una scaletta e trasformarle, con un po’ di esercizio, in un discorso ordinato.
Il metodo di Anna è semplice e replicabile: schede → scaletta → esposizione. Prova anche tu: prepara una scheda con citazioni e osservazioni personali, trasformala in una breve scaletta e allenati a dirla ad alta voce. La differenza si vede subito.
Altre tappe di questo percorso
Discussione della tesi

Scuola: interrogazione

















