Il Garante e ChatGPT. Cosa contiene il vaso di Pandora? Il Garante per la Protezione dei Dati, GDPR (General Data Protection Regulation) ha bloccato il 1 aprile 2023 il trasferimento negli Stati Uniti dei dati degli utenti italiani di OpenAI. La società ha risposto sospendendo il servizio in Italia.

Questo evento è all’origine di molti interventi di protesta (vedi la petizione di imprenditori e accademici). Il commento di Stefano Quintarelli, qui proposto esce da questa polemica contro il Garante e pro ChatGPT e sposta invece l’attenzione altrove: sull’uso dei dati personali per addestrare l’IA (che l’autore ritiene un acronimo scorretto, e ne propone un altro SALAMISystematic Approaches to Learning Algorithms and Machine Inference– non senza divertimento satirico!).

I dati personali dell’utente in OpenAi non sono usati per profilarlo a scopo commerciale, sono usati per addestrare l’Intelligenza Artificiale, cioè SALAMI. Che deve accadere dunque quando l’utente umano decide di cancellarsi dal sistema di addestramento, da OpenAI?

La decisione del Garante per la protezione dei dati personali su ChatGPT ha aperto il vaso di Pandora: per ora ne sono uscite questioni note, già affrontate in passato, ma può uscire (e uscirà) dell’altro!

Il testo originale di Stefano Quintarelli del 1 aprile 2023 è in inglese e si trova qui. La traduzione italiana (791 parole, quasi 4 minuti di lettura) è a cura di ItalianaContemporanea che rubrica il testo nella pagina Intelligenza artificiale.


Questa vicenda su chatGPT e Garante per la protezione dei dati personali (DPA) mi fa ripensare al caso Google-Vivi Down: i dirigenti di Google furono processati perché, se non ricordo male, il sistema di raccomandazione aveva classificato un video con un ragazzo vittima di bullismo come “ divertente.” Leggi di più


Guida alla lettura

  1. Il testo presuppone che il lettore abbia chiare alcune info di contesto: ricostruitele riassumendo le info di cronaca (chi, cosa, dove, quando e perché) dei seguenti fatti:
    • la vicenda processuale “Vivi Down vs Google”;
    • la riscrittura della Sezione 230 del Telecommunications Act del 1996;
    • le sentenze Schrems.
  2. Pe rendere più leggibile il testo, suddividetelo in paragrafi cui dare un titolo che ostruisca così la scaletta dell’intero discorso.

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